
Diritto di Accesso: Le Sfide Italiane Evidenziate dal Report EDPB 2024
22 Gennaio 2025La figura del Data Protection Officer (DPO) rappresenta un elemento chiave nel panorama della protezione dei dati personali, con un ruolo che va ben oltre la mera consulenza tecnica. Il DPO è uan sorta di garante della privacy interno, colui che assicura il rispetto del GDPR e tutela i diritti degli interessati. Tuttavia, affinché questa figura possa operare efficacemente, è indispensabile che sia indipendente, autonoma e priva di conflitti d’interesse. Due provvedimenti del Garante Privacy italiano, nel 2022 e nel 2025, hanno ribadito con forza questo principio, sanzionando organizzazioni che hanno trascurato tale aspetto.

Il Caso del Comune Sanzionato nel 2022: Un Precedente Storico
Nel luglio 2022, il Garante Privacy ha emesso la prima sanzione in Italia per una nomina inadeguata del DPO, colpendo un Comune che aveva designato come Responsabile della Protezione dei Dati il proprio Responsabile del Settore Affari Generali. Le motivazioni sono chiare:
- Conflitto di interessi insanabile: Il DPO nominato ricopriva un ruolo apicale all’interno dell’ente, partecipando attivamente a decisioni operative. Ciò lo poneva in una posizione incompatibile con il dovere di sorvegliare e contestare eventuali violazioni.
- Nomina temporanea e comunicazioni opache: Pur avendo formalizzato la designazione come provvisoria (“in attesa di individuare un DPO esterno”), il Comune non ha comunicato tempestivamente al Garante la nuova nomina esterna, né ha reso pubblici i contatti del DPO, limitando l’accessibilità per cittadini e dipendenti.
- Violazione dell’art. 38 GDPR: Il Regolamento stabilisce che il DPO deve operare senza ricevere istruzioni sull’esecuzione dei suoi compiti e senza essere penalizzato per le sue attività di controllo.
Il caso ha dimostrato che neppure le difficoltà organizzative o finanziarie (come la carenza di personale) giustificano deroghe ai requisiti di indipendenza.
2025: Il Garante Colpisce Ancora, Stavolta nel Settore Creditizio
A marzo 2025, una società specializzata nella riabilitazione creditizia è stata sanzionata con 70.000 euro per aver nominato come DPO il proprio Rappresentante Legale. Il provvedimento evidenzia due criticità principali:
- Incompatibilità del ruolo: Il legale rappresentante, che determina finalità e mezzi del trattamento dei dati, non può simultaneamente vigilare sul rispetto del GDPR. Un conflitto palese, che vanifica l’efficacia del DPO.
- Mancata comunicazione al Garante: L’azienda non ha notificato all’Autorità i dati del DPO, ostacolando il controllo esterno e perpetuando la violazione.
Oltre alla nomina scorretta del DPO, il provvedimento ha rilevato gravi carenze nelle politiche di conservazione dei dati (mancanza di procedure di cancellazione) e nella gestione dei fornitori, privi di contratti conformi all’art. 28 GDPR.
Perché l’Indipendenza del DPO è non è qualcosa di negoziable
Il GDPR (art. 37-39) definisce chiaramente i requisiti del DPO:
- Nessun conflitto di interessi: Il DPO non può svolgere attività che lo pongano in contrasto con i suoi doveri di supervisione (es. ruoli IT, legali, o dirigenziali operativi).
- Autonomia decisionale: Deve agire senza subire pressioni, con accesso diretto ai vertici aziendali.
- Risorse adeguate: Formazione, strumenti e budget necessari per esercitare i compiti.
I casi citati dimostrano che nomine “di comodo” o interne sono un rischio concreto, soprattutto in realtà piccole o con budget limitati. Tuttavia, il ricorso a DPO esterni (come quelli offerti da ServizioDPO.it) rappresenta una soluzione efficace per garantire imparzialità e competenza, riducendo il rischio di sanzioni.
Cosa dovrebbero imparare i Titolari del Trattamento? Almeno 2 cose.
- di valutare attentamente la nomina di un DPO: Se il DPO è interno, verificare che non ricopra ruoli decisionali sui trattamenti.
- di pubblicizzare i contatti del DPO: Includere i dettagli nel sito web, nei documenti istituzionali e nelle informative privacy.
La Compliance inizia dalla Corretta Designazione
I provvedimenti del Garante Privacy confermano una tendenza chiara: l’indipendenza del DPO non è un optional, ma un requisito legale essenziale. Le sanzioni non colpiscono solo grandi aziende, ma anche enti pubblici e PMI, con impatti reputazionali ed economici significativi.
ServizioDPO.it offre soluzioni su misura per garantire una designazione conforme al GDPR, attraverso DPO esterni qualificati e servizi di consulenza integrati. Investire nell’indipendenza del DPO non è solo un obbligo di legge, ma un segnale di trasparenza e rispetto verso clienti e cittadini.
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